Sei pronto per accettare la sfida?

In principio era il ragazzo del CED… Lo smanettone, quello che sapeva far funzionare le cose. Confinato nella stanza dei server, veniva chiamato dai colleghi quando si trattava di risolvere i problemi con i pc. E, nei casi limite, al massimo era quello che poteva ricorrere alla procedura “spegni e riaccendi”.

Negli ultimi 10 anni i progressi tecnologici hanno letteralmente rivoluzionato l’organizzazione del lavoro. Da un lato hanno migliorato l’efficienza e aumentato la produttività, dall’altro lato l’hanno resa più complessa, richiedendo nuove procedure e anche competenze per la gestione dei sistemi informatici aziendali.

Così il ragazzo del CED ha fatto carriera, è diventato IT manager.

L’ IT Manager si preoccupa di far funzionare le cose, mentre il CIO di far crescere l’azienda, il primo viene visto come centro di costo, il secondo come business partner. E va da sé che il valore del secondo è maggiore.

Ma cosa fa un IT manager? Quali sono le sue responsabilità?

Cito una fonte autorevole, il Salary survey 2018 di Michael Page, nota società di recruitment.

L’IT manager:

  • è garante dell’affidabilità, della coerenza e dell’evoluzione del sistema informatico sul piano tecnico e funzionale;
  • si fa carico dell’insieme dei progetti informatici della società, siano essi legati agli studi o all’evoluzione delle infrastrutture tecniche;
  • partecipa alla definizione della strategia e degli obiettivi del reparto di informatica, in coordinazione con gli altri reparti della società;
  • organizza il reparto informatico sia sul piano delle risorse umane sia sul piano materiale;
  • definisce e controlla il budget, o una parte dello stesso, in base alla propria sfera di competenza (nazionale, estero, areale);
  • gestisce le relazioni con gli altri reparti della società per stabilire le azioni di miglioramento legate all’infrastruttura informatica e partecipa spesso alla definizione dei budget di spesa e dei relativi progetti;
  • gestisce le relazioni con i fornitori e con gli eventuali prestatori di servizio;
  • garantisce la sorveglianza tecnologica e rappresenta una forza propositiva nei confronti della direzione.

Insomma, uno che deve far funzionare i sistemi informatici ma deve anche saper gestire un team e le relazioni con altre funzioni aziendali. E con le relazioni non esiste la “procedura corretta” per funzionare le cose. Non si può neppure ricorrere alla “spegni e riaccendi”.

L’IT manager è molto di più che un problem solver: è uno che progetta e gestisce sistemi, persone, budget.

E in relazione alla complessità del lavoro, dell’organizzazione e della seniority cresce anche lo stipendio: la RAL (Retribuzione Annuale Lorda) va da 40 mila a 100 mila euro l’anno.

 

La vera sfida degli IT manager

Solo negli ultimi 5 anni chi gestisce i sistemi informatici ha dovuto affrontare le sfide del potenziamento del network (da 1 a 10 a 100 Gbit/s e in continua evoluzione), Il flash storage (i dischi a stato solido che hanno tolto il collo di bottiglia dagli storage), il VDI (Virtual Desktop Infrastructure), convergenza e iperconvergenza (con server, storage e network tutti sulla stessa macchina fisica), il cloud ibrido… e via dicendo. Ma le nuove soluzioni tecnologiche possono essere viste come sfide, obiettivi, problemi o opportunità per migliorare la produttività e la redditività aziendale.

Questo è ciò che distingue un IT Manager che si occupa della gestione dei sistemi informatici aziendali ad un CIO (Chief Information Officer) che ha un ruolo strategico, siede allo stesso tavolo del CEO (Chief Executive Officer) e del CFO (Chief Financial Officer).

L’ IT Manager si preoccupa di far funzionare le cose, mentre il CIO di far crescere l’azienda, il primo viene visto come centro di costo, il secondo come business partner. E va da sé che il valore del secondo è maggiore.

Questo nuovo salto di carriera richiede una nuova visione della realtà aziendale e del proprio ruolo.

Per capire l’evoluzione di approccio che si chiede all’IT manager riporto un classico della letteratura manageriale, una metafora di Stephen Covey.

IT Manager vs CIO: la lezione di Stephen Covey

Immaginate un gruppo di professionisti che creano un sentiero nella giungla a colpi di machete. sono coloro che agiscono, quelli che risolvono i problemi. Si aprono la strada nel sottobosco, tagliando arbusti e liane. A seguire arrivano i manager, che affilano i loro machete, scrivono manuali organizzativi e di procedure, implementano programmi per lo sviluppo della muscolatura, introducono tecnologie innovative e fissano orari di lavoro e programmi di svago per i collaboratori. Il leader è quello che sale sull’albero più alto, esamina l’intera situazione e grida: «È la giungla sbagliata!». Ma come rispondono spesso gli impegnati, efficienti lavoratori e manager? «Stia zitto, noi stiamo facendo progressi.»

Ecco, il CIO deve saper affilare gli strumenti informatici, scrivere manuali, definire programmi ma, al tempo stesso, deve saper adottare una visione strategica e vedere il futuro. E a proposito, nel prossimo articolo parleremo di trend IT.

Quali sono le principali sfide IT che stai affrontando nella tua azienda? Scrivilo nei commenti o mandaci un messaggio.