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Con questo articolo vorrei fare un po’ di chiarezza su termini che vengono comunemente usati nel settore IT. Questi termini spesso vengono usati a sproposito, senza la comprensione corretta del loro significato.

Anche questa settimana infatti, mi sono imbattuto in un cliente che ci ha chiesto un preventivo per fare “Business Continuity” (BC). Appena ha ricevuto le prime cifre è caduto dalla sedia!

Questo semplicemente perché quello che intendeva, non era una BC ma un Disaster Recovery (DR).

Facciamo qualche passo indietro e vediamo quali sono le domande da porci in caso di un ipotetico disastro presso il data center di una azienda (ammesso di avere dei sistemi di protezione e ridondanza di dati e servizi).

 

In quanto tempo ripartiremo? Quanto saranno vecchi i dati aziendali quando ripartiremo?

 

I due valori che riassumono questi due concetti sono Recovery Time Objective (RTO) e Recovery Point Objective (RPO), Questi due termini descrivono esattamente il tempo di ripartenza (RTO) e quanto saranno aggiornati i dati con cui ripartirò (RPO).

Chiariti questi concetti, vediamo i meccanismi di protezione che ogni IT Manager può avere a disposizione.

 

Backup – il buon vecchio backup può conservare i nostri dati al sicuro (magari non nello stesso edificio).

 

Ovviamente in caso di disastro, ammesso che i backup siano intatti, i tempi di recupero saranno lunghi.  Perché? Dovrò allestire del nuovo hardware e poi riversarci dentro tutti i miei backup, che sicuramente saranno di qualche ora se non giorni prima.

In questo caso la ripartenza con l’utilizzo del backup si chiama Restore ed ha RTO e RPO maggiori di zero con valori importanti in ore se non giorni.

L’altro meccanismo di protezione è la replica. Banalmente i dati presenti in un data center vengono replicati in un altro data center lontano a piacere, qualche decina/centinaia di metri (o anche Kilometri).

La replica può avvenire sostanzialmente in due modi, sincrona o asincrona. Nel secondo caso, i dati nel secondo data center vengono tenuti i più allineati possibile, a seconda delle performance disponibili dei sistemi e della banda a disposizione tra i due siti.

 

La protezione resa possibile dalla copia asincrona prende il nome di Disaster Recovery (DR).

 

Nel DR tipicamente avremo un RTO (tempo di ripartenza) di minuti/ore poiché abbiamo già le macchine predisposte nel secondo sito, mentre l’RPO (quanto è aggiornato il dato) dipenderà dalle performance della replica asincrona in funzione fino al momento del disastro.

Diciamo che in genere parliamo di secondi/minuti, quindi un RPO basso (benché maggiore di zero).

L’ultimo tipo di replica è quella sincrona, dove il dato scritto nel primo data center viene allo stesso tempo (con uno scarto di pochi millisecondi) scritto anche nel secondo data center.

 

La replica sincrona permette la protezione di tipo Business Continuity (BC).

 

Quindi in sintesi

L’idea è che con la BC, in caso di disastro, i server predisposti nel secondo sito continuino il lavoro con un RTO tendente a zero. Nel migliore dei casi senza nessuna interruzione di servizio. Chiaramente anche l’RPO è tendente a zero.

Come potete immaginare ogni tipo di protezione (Backup -> Disaster Recovery -> Business Continuity), portà con sè dei requisiti maggiori al diminuire del RTO e RPO che mettono a disposizione.

Bisogna pertanto capire qual’è il budget a disposizione per proteggere i propri dati. Una soluzione di Business Continuty richiede più hardware e funzionalità rispetto a un Backup.  Bisogna essere pronti ad investire parecchie migliaia di euro per poterla mettere in opera.

Diversamente bisogna scegliere la protezione adatta al potere di spesa che si ha a disposizione.

 

Spero di aver fatto un pò di chiarezza, chiaramente il tema è vasto, se vuoi approfondirlo scrivici pure su linkedin o nel form della sezione Contatti.

Alla prossima!

Dario Bartolucci – ITStars