Che cos’è lo smart working ?

Buongiorno!

Con l’articolo di oggi iTStars rilascia il primo podcast su un tema quantomai attuale, lo smart working!

In calce all’articolo trovi il link per ascoltare questo primo episodio.

Alla lettera significa lavorare in modo smart, ovvero in contesto o in modalità diverse da quelle tradizionali (ogni giorno lavorativo presso il tuo ufficio).

Ok, ma tutti i lavori possono diventare smart?

Non ancora, pensa semplicemente a chi fa lavori manuali come operai in produzione, meccanici, tecnici che utilizzano le mani e/o il settore dei servizi alla persona piuttosto che l’artigianato, o chi ha un ristorante o una panetteria dove è comunque richiesta la presenza fisica dell’individuo sul posto di lavoro. Per loro lavorare sul posto è ancora fondamentale per l’azienda stessa.

Mentre per gli uffici, il personale commerciale, gli insegnanti, i lavoratori della pubblica amministrazione trasformare il lavoro in smart working è possibile (ed è ultimamente anche stato normato, con le ultime disposizioni di legge).

Le scuole e le università si stanno organizzando con lezioni via videoconferenze, classi virtuali e tantissime altre soluzioni che permettono un’interazione diretta tra studente e lavoratore.

Quali strumenti servono per diventare “SMART”?

Con Notebook, Tablet, Smartphone (questi 3 li chiamerò client) , connessioni ad internet, firewall, VPN, server configurati in un certo modo, ogni lavoratore può collegarsi ai sistemi informativi aziendali da qualunque parte del mondo. Questo processo, oltre a questi strumenti, è stato reso possibile da una dematerializzazione dei documenti, basta pensare che grazie alla digitalizzazione girano molti più pdf via mail rispetto a fax o plichi di carta stampata.

Andiamo ora ad analizzare i 3 principali vantaggi di un lavoro di questo tipo:

  • Gli utenti sono al lavoro in ambienti diversi da quelli tipicamente open space delle aziende;
  • Più concentrati sul lavoro nonostante la distanza dalle aziende (meno chiacchiere e più focalizzazione);
  • Meno spostamenti dalla propria abitazione (l’ambiente ringrazia, meno traffico, meno smog)

Cosa deve fare quindi un IT Manager per organizzare l’azienda allo “smart working”?

–       Possedere una connessione in fibra con molta banda a disposizione (sia in upload che in download);

–       Possedere un firewall evoluto che permetta numerose connessioni VPN;

–       Concedere agli utenti dei client (notebook, tablet) per connettersi alla rete aziendale.

Esistono anche diversi software che permettono autenticazione e da remoto (timbratura da remoto), piuttosto che pagine web/portali dove gli smart workers possono collegarsi con le credenziali aziendali (un po come avviene con le connessioni wifi quando appare la “splash page” delle reti guest).

Una volta autenticato, sei dentro la tua rete aziendale ed è come essere fisicamente al proprio posto di lavoro (anche se in realtà sei in camera o in salotto sul tuo divano).

Tutto questo è sicuro?

Certamente, le connessioni VPN sono canali cifrati, ovvero dei tunnel dentro la rete internet tra il vostro client e il firewall aziendale non attaccabili da altri soggetti esterni.

Pensiamo ora a chi fa progettazione meccanica, tipica azienda manifatturiera. Non è semplice portarsi a casa quel tipo di lavoro, quando si apre un file Solidedge piuttosto che Revit, di un progetto disegno composto da centinaia se non migliaia di pezzi.

Le tecnologie oggi disponibili, permettono la virtualizzazione delle workstation grafiche, mi viene subito in mente la suite Horizon di VMware perché utilizza protocolli di connessione che permettono di portare non dico a zero ma al minor numero possibile i “lag” (i ritardi nel movimento dei pezzi/disegni 3d) in modo da garantire all’utente la stessa esperienza d’uso di una workstation fisica.

Spesso le aziende utilizzano la virtualizzazione delle workstation grafiche utilizzano questo strumento per far lavorare aziende esterne sui loro progetti. E’ ovviamente possibile monitorare tutto e mettere in sicurezza i file sui quali si lavora (bloccando ad esempio le porte usb dei client collegati). Questo tipo di virtualizzazione diventa quindi uno strumento in più a disposizione degli it manager per far si che anche i dipendenti dell’azienda riescano a lavorare da casa con la massima tranquillità.

Bene per ora è tutto, cerco di riepilogare questo podcast con un mio pensiero

Lavorare smart è possibile e rende gli “smart worker” più produttivi e felici rispetto al classico nel posto di lavoro. Molte aziende si sono già organizzate da anni, altre si stanno organizzando in tal senso (soprattutto in questo periodo di emergenza), senza dubbio la tecnologia c’è manca a volte la volontà di intraprendere questa strada che, in realtà, è utile oltre al lavoratore anche per l’ambiente e per il mondo che ci circonda

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Puoi anche ascoltare il podcast su questo tema qui

Ci aggiorniamo presto, buon lavoro!

Luca.